IMPEGNO SOCIALE
IMPEGNO SOCIALE

ASST di Mantova
COVID-19, Mantova in prima linea E1

Raffaello Stradoni, Direttore Generale
Questa emergenza è davvero una grande sfida per tutti noi in sanità perché ci ha imposto un repentino cambio di mentalità. L'ospedale ha cambiato completamente la propria faccia, nel giro di pochissimi giorni abbiamo triplicato le terapie intensive, abbiamo triplicato le terapie semi intensive, abbiamo anche riadattato praticamente metà ospedale al ricovero di questi pazienti che sono estremamente infettanti.
Abbiamo chiesto collaborazione e aiuto alla protezione civile e anche ai volontari e chi ci ha donato denaro e strutture proprio per organizzare al meglio i nostri ospedali, ma anche per prepararci per il futuro.
Devo dire che tutto questo esprime ancora una volta la bontà del nostro sistema sanitario che davvero sta dimostrando una notevole eccellenza.

Enrico Burato, Risk manager
E’ dal primo giorno, dal 21 febbraio, dal primo caso in lombardia di Coronavirus che è stata istituita presso la Asst di Mantova, su input della direzione strategica, l'unità di crisi Covid-19.
Costituita da 34 professionisti di varia estrazione che stanno definendo e definiscono giorno per giorno, ora per ora, tutte le strategie che devono essere adottate per far fronte a questa emergenza che non ha precedenti.

Massimo Amato, Direttore Medicina d'Urgenza e Pronto Soccorso
Questo è un momento delicatissimo per noi perché è come se per la prima volta ci fosse una discrepanza tra bisogno di salute e risposta al bisogno di salute e per la sanità del xxi secolo può essere una cosa che scardina completamente la mentalità dell'operatore sanitario, perché fino a qualche settimana fa noi eravamo convinti di poter risolvere tutto.
E questo per un gruppo, per il gruppo che io dirigo è provante, perché ogni giorno siamo un pochino più stanchi, ma non soltanto fisicamente, ma anche proprio con la testa. E’ un gruppo eccezionale però perché si vede che la gente comunque fa bene il proprio lavoro e vuole farlo fino alla fine.

Dario Benazzi, Medico Pronto Soccorso
Mai mi sarei mai aspettato di dover far fronte o fronteggiare una situazione così impegnativa. Malati silenziosi che ti chiedono aiuto, che ti guardano negli occhi e questo è stato un enorme carico di lavoro anche dal punto di vista emotivo.
Gian Paolo Castelli, Direttore Terapia Intensiva, Anestesia e Rianimazione
E’ stato estremamente difficoltoso vedere amici, colleghi, parenti sui letti delle nostre rianimazioni. Vedere queste persone che ti guardano con gli occhi lacrimanti in attesa di risposte, di speranze e questa è la cosa più dolorosa che mi porterò via da questa esperienza di Covid.
Giorgio Perboni, Medico Malattie Infettive
Esperienza estremamente forte e che sicuramente cambierà oltre che la vita di tanti altri, anche la mia vita. Ho incontrato tantissimo personale infermieristico che Non era di area infettivologica, che ha dovuto adattarsi a questa nuova esigenza Sono stati tutti formidabili nella capacità di rimettersi in gioco, di imparare cose nuove, di correre rischi nuovi. Faccio presente che noi avevamo 24 posti letto, adesso i posti letto di malattie infettive sono diventati più di 130.
Giustina Larovere, Infermiera reparto Covid-19
Dal punto di vista umano cerchiamo il più possibile di confortare i parenti telefonicamente, perché ovviamente loro non li vedono più da quando entrano da noi e cerchiamo di dargli tutte le notizie possibili e immaginabili, perché i parenti sicuramente sono molto angosciati nell'avere il loro caro in un letto, non poterlo vedere. Tra di noi cerchiamo di sollevarci o di fare outcoming, se abbiamo dei problemi parlarne insieme e se qualcuno gli scappa la lacrimuccia, che comunque ci scappa, alla fine cerchiamo di dire “dai piangeremo, ma piangeremo alla fine tutti contenti perché festeggeremo la fine di questa bruttissima esperienza”.
Alberto Tieghi, Responsabile del Servizio di Prevenzione Protezione Aziendale
Il servizio di prevenzione e protezione è impegnato quotidianamente sull'addestramento, l'informazione e la corretta distribuzione di quelli che sono i dispositivi di protezione individuale. Il lavoro più importante è anche quello di cercare canali di approvvigionamento per poter dare le dotazioni per l'intero dei turni di lavoro, considerando che il cambio frequente dei dispositivi è una delle misure più importanti per evitare di contagiare quelli che sono gli ambienti che vengono occupati dai pazienti e dagli stessi operatori.
Monica Carnevali, Responsabile Area Dipartimentale Dipartimento Fragilità
A fine febbraio ci siamo trovati improvvisamente a dover organizzare su tutto il territorio della provincia l'esecuzione dei tamponi, che vengono fatti sia in questa tenda che trovate alle mie spalle, ma anche a domicilio delle persone più fragili.
Quello che colpisce di più in quei pochi attimi del tampone, è lo sguardo delle persone. Quelli che vengono in questa tenda si nota, si percepisce questa preoccupazione, questo timore sia del referto, ma proprio dalla preoccupazione di essere involontariamente magari essere stati causa di contagio ai propri familiari o ai propri colleghi.

Rossella Accordi, Infermiera Malattie Infettive
Siamo persone preparate ok? Ricopriamo un ruolo importante, in prima linea e con la squadra che ho alle spalle sicuramente ce la facciamo, riusciamo a far fronte a questa emergenza, lo dimostriamo quotidianamente, tutti i giorni. Il rientro nei reparti di un paziente che avevamo trasferito in terapia intensiva, sicuramente ci dà la forza per andare avanti.
Io credo che in questa emergenza tutti devono dare un contributo, quindi rimaniamo a casa che andrà tutto bene poi alla fine. Sono fiduciosa, in questo ci credo.

COVID-19, Protagonisti E1

Condividi linkedin share facebook share twitter share
0376 291677