IMPEGNO SOCIALE
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ASST di Mantova
COVID-19, Mantova in prima linea E2

Giuseppe De Donno, Direttore Pneumologia
Noi stiamo vivendo un momento durissimo, faccio il consulente un po in giro per tutto l'ospedale ed emotivamente vedere molti giovani attaccati a un ventilatore è molto pesante rispetto a quello che noi vivevamo circa un mese fa. Tutte le nostre energie in questo momento, giorno e notte, sono rivolte a salvare, come dico sempre io, più vite possibili. L'organizzazione dell'ospedale per fortuna è stata rapidissima, la riorganizzazione meglio, di questo ospedale e abbiamo messo in piedi una rete soprattutto Pronto Soccorso, Malattie Infettive, Terapia semi intensiva e Terapia Intensiva respiratoria e Rianimazione che i frutti li sta dando. Però il costo che stiamo pagando è molto molto elevato.
Salvatore Casari, Direttore Malattie Infettive
Sta succedendo quello che gli infettivologi hanno studiato sui libri e che non mai avrebbero voluto vedere. C'è un'epidemia di proporzioni mondiali che sta portando via molte vite e che cambierà la vita di coloro che resteranno. Dal punto di vista terapeutico la cosa più importante è assistere la persona che ha una polmonite che quindi respira male, assisterla nella respirazione. Ci dà una mano il plasma ricavato dalle persone che sono guarite e che quindi è ricco di anticorpi e anche con qualche farmaco ad azione antivirale. Nell'insieme noi facciamo tutto il possibile per arginare la malattia ma quello che conta di più aiutare la persona a respirare.
Paola Borzì, Direttore Pronto Soccorso Pieve di Coriano
Il Pronto Soccorso è stato travolto da questa tempesta Covid e non ce l'aspettavamo. Siamo abituati a fronteggiare l'emergenza, siamo abituati a trattare tutto nel più breve tempo possibile con il minor tempo di reazione, ma questo è davvero una cosa inaspettata e la risposta più bella che ho potuto trovare nel Pronto Soccorso è la compattezza del gruppo, la voglia di far bene insieme perché non abbiamo ancora dei protocolli chiari e definiti e univoci che ci permettono di agire in modo standardizzato. Noi siamo preparati ad andare avanti così fino a quando ce ne sarà bisogno, cercando sempre di fare il meglio per tutto quello che ci ritroviamo ad affrontare ogni volta che arriviamo a lavorare.
Morena Bolognini, Bed Manager
Il mio lavoro quotidiano è stato veramente stravolgente, stravolgente da tutti i punti di vista sia organizzativo che emozionale. Andare nei reparti e dire ai primari e alle caposala e agli infermieri: "tra due ore dobbiamo svuotare il completo reparto", in due ore, è stato veramente difficile. Vedere i visi in quel momento, perché sembrava tutto impossibile e sempre impossibile, ma grazie alla collaborazione delle strutture fuori siamo riusciti ad avere, diciamo così, una possibilità di svuotare appunto reparti in due ore e riuscire così a ricoverare i nostri pazienti che erano in Pronto Soccorso. Credo che veramente stiamo dando il massimo.
Leo Traldi, Direttore Struttura Tecnico Patrimoniale
Quando abbiamo iniziato a lavorare sul problema già da oltre un mese fa, abbiamo subito studiato tutti quelli che erano gli impianti, le strutture e così via, per trasformare l'intero ospedale in una grande reparto di malattie infettive, per fornire la massima sicurezza e qualità di cure ai pazienti, ma anche la massima sicurezza agli operatori che vi lavorano. Non è semplice però indubbiamente il ritorno [emotivo] è assolutamente maggiore di quello che noi concediamo.
Laura Rigotti, Direttore Cure Palliative
Dal 9 marzo il nostro hospice accoglie solo pazienti terminali Covid positivi, pazienti per cui tutti i trattamenti che hanno instaurato non hanno avuto beneficio. Col Covid-19 diciamo la morte è rientrato nell'ospedale in modo prepotente per noi. Per i paliativisti poi l'impatto è stato ancora molto più importante, perché noi comunque creiamo un ponte fra il malato e le famiglie e con l'aiuto anche della psicologa, che adesso è presente tutti i giorni della settimana, forniamo sempre informazione e facciamo in modo che sia meno pesante questo isolamento che indubbiamente ti porta alla morte.
Elena Bonazzi, Infermiera Pronto Soccorso
Ho proposto di prendere questi nuovi tablet e di metterli nei reparti di Terapia Intensiva e sub intensiva e poi arriverà magari anche negli altri reparti. La videochiamata ha l'obiettivo di supportare, fare forza al parente che soprattutto in quelle situazioni di totale solitudine e isolamento, può andare a sopperire a quella mancanza, quel vuoto che una persona sente. Ho visto negli occhi de parenti un brillo di luce a vedere il proprio caro che poteva rispondere, dire due parole. L'aspetto relazionale, soprattutto in questo momento, è molto importante e deve essere a 360 gradi.
Carmine Matarazzo, Responsabile Cure Sub Acute Bozzolo
Le cure sub acute erano dirette a pazienti che erano stati molto provati da un evento acuto patologico o in alternativa da un prolungato ricovero ospedaliero. Attualmente ci stiamo attrezzando per partire con reparto Covid sub acuti che avrà lo scopo di lavorare a monte della filiera che ha curato i pazienti affetti da Covid-19, in particolare per quei pazienti che per condizioni di fragilità non possono ritornare presso il loro domicilio per un isolamento fiduciario.

COVID-19, Protagonisti E2

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